CENTRO STUDI MARANGONI

ANTICORRUZIONE: PROFILI APPLICATIVI L. 190


La legge n. 190/2012 recante “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”, individua nella formazione del personale uno dei più rilevanti strumenti gestionali di contrasto alla corruzione. Appare ben evidente che una formazione adeguata determina un duplice e favorevole effetto. Da un lato, dà luogo ad una maggior consapevolezza nell’assunzione di decisioni, in quanto una più ampia ed approfondita conoscenza riduce il rischio che l’azione illecita possa essere compiuta in maniera inconsapevole. Infatti, non occorre trascurare il fatto che un "clima" favorevole alla corruzione viene talora supinamente e, quasi involontariamente, determinato da prassi poco rispettose degli obblighi di legge. Dall'altro, una migliore formazione consente l’acquisizione di competenze specifiche per lo svolgimento delle attività nelle aree individuate a più elevato rischio di corruzione.Ad ogni modo, come prima fase di formazione, il miglior modello appare quello trasversale, cioè rivolto a tutti i dipendenti. Si tratta di fornire ai medesimi informazioni si di tipo generale, ma assolutamente essenziali per un primo adeguato e convincente approccio formativo alle delicate problematiche dell'anticorruzione.



Normativa di riferimento


Legge 190/2012



Programma


PROGRAMMA DI FORMAZIONE

1)    Profili generali:  
•    Inquadramento sintetico della legge n. 190/2012.
•    Misure preventive e repressive. Cenni.
•    La figura del responsabile della corruzione. Obblighi e responsabilità.
•    L'individuazione dei settori a più elevato rischio di corruzione.
•    Contenuto e limiti della discrezionalità amministrativa. Rapporti con i fenomeni corruttivi.
•    Il Codice di comportamento dei dipendenti pubblici. Cenni.

2)    Il necessario chiarimento:  La legge n. 190/2012 ed il Piano Anticorruzione non sono diretti a prevenire e reprimere il solo reato di corruzione, ma generalmente tutti i reati contro la Pubblica amministrazione ("illegalità").

3)    La "Relazione anticorruzione": inquadramento e quadro normativo.

4)    Il contenuto:  
a)    L'attività svolta in applicazione del Piano;
b)    La gestione dei rischi;
c)    La formazione in tema di anticorruzione;
d)    L'attività relativa ai controlli interni;
e)    L'attività in tema di trasparenza;
f)    Il Codice di comportamento e le sue applicazioni

5)    Le responsabilità penali dei pubblici dipendenti:
•    Brevi cenni sulle responsabilità penali dei pubblici dipendenti e in tema di elementi costitutivi del reato.
•    Le fattispecie di corruzione a seguito della riforma:  - Le figure di corruzione previste nel codice penale. Profili generali;  - La “nuova” figura di corruzione impropria: la figura della “corruzione per l’esercizio della funzione”. - La soppressione dell’atto d’ufficio quale elemento essenziale del reato; - Il concetto di esercizio delle funzioni; - Estensione delle fattispecie concrete astrattamente riconducibili nella figura di reato; - Profili sanzionatori.
•    La fattispecie di induzione indebita a dare o promettere utilità e la “nuova” fattispecie di concussione.
•    Il nuovo delitto di traffico di influenze illecite.
•    Turbata libertà degli incanti.
•    Turbata libertà del procedimento di scelta del contraente


Relatori


Alesio avv. Massimiliano
Attualmente, esercita le funzioni di Segretario Generale in Comuni della Provincia di Cremona; collabora, in qualità di pubblicista, con le riviste “Il Nuovo diritto”, “Prime Note”, “Diritto&Giustizia” (Ed Giuffrè), “La Gazzetta degli Enti Locali”, "Comuni d'Italia" ed “Appalti&Contratti” (Ed. Maggioli); svolge attività di collaborazione scientifica con l’EDK e la  De Agostini Professionale ed attività di convegnista.

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